L’Arteterapia a rinforzo delle attività educative

 

Marco Fiamin – Educatore e Arteterapeuta


L’Arteterapia viene utilizzata sia in contesti psicoterapeutici, che in contesti educativi. Va qui ricordato che l’arteterapeuta riceve una formazione triennale presso scuole con requisiti ben precisi e certificati e che solo i professionisti con una tale formazione possono condurre attività di arteterapia. In questo articolo si fa riferimento alla funzione educativa dell’arteterapia.

Brevi informazioni introduttive sul mondo dell’arteterapia (necessarie alla luce del sempre maggiore abuso del termine “arteterapia”).

Nell’arteterapia con bambini e adolescenti si può arrivare all’espressione libera delle emozioni, all’elaborazione dei conflitti su un piano simbolico, all’alleggerimento di eventi di stress, come anche al rilassamento, alla diminuzione dei disturbi comportamentali.

Sono centrali anche lo sviluppo delle capacità di relazione e comunicative, il miglioramento delle competenze sociali, della capacità di concentrazione e della sua durata. Allo stesso modo attraverso l’azione artistica vengono rinforzate l’autostima, la valorizzazione di se’, l’autonomia e viene aumentata la disposizione ad agire.

Con l’arteterapia i bambini inibiti trovano la possibilità di sciogliersi, bambini senza interessi trovano uno spazio in cui mettersi alla prova e poter scoprire attrezzi e materiali. Bambini aggressivi e iperattivi con la mediazione dei materiali hanno la possibilità di superare i propri problemi attraverso l’attività creativa, di star meglio con se stessi e calmarsi.

Chi è l’Arteterapeuta
L’Arteterapeuta è una figura professionale che utilizza metodiche finalizzate alla promozione umana con scopi riabilitativi, psicoterapeutici, psicopedagogici e preventivi di qualunque forma di disagio psicosociale che prevedano l’uso sistematico di pratiche espressive visivo-plastico-pittoriche tradizionalmente considerate artistiche, inquadrate in diverse aree concettuali (psicoanalitica, cognitivista, relazionale, ecc.).

L’Arteterapeuta svolge la propria attività in ambito socio-educativo e sanitario, ha pertanto una formazione che permette di individuare tra i suoi utenti, anche in casi non esplicitamente patologici, i soggetti a rischio ed è in grado, grazie ad una adeguata formazione psicologica, di sostenere una relazione di cura con vari tipi di utenza (bambini, adolescenti, adulti e anziani), nell’area del benessere, della prevenzione e della patologia.

Arteterapia di gruppo
L’arteterapia è espressione libera attraverso il canale artistico che favorisce il miglioramento del benessere psicofisico e sociale attraverso la creatività. Non è necessario saper disegnare per partecipare e non si intende insegnare una tecnica.
I materiali artistici sono strumento e stimolo per sperimentare e creare, senza seguire una dimensione estetica ma in un’ottica di ricerca interiore.

In un’esperienza di gruppo, le immagini del gruppo possono entrare in dialogo tra loro e in questo gioco di richiami ed emozioni evocate, può nascere un’intuizione, una riflessione o un confronto con l’obiettivo di favorire la trasformazione delle proprie opere e stimolare nuove consapevolezze.

Perché l’arteterapia nei laboratori educativi?

Spesso nel laboratorio di attività socio-educative è difficile creare un collegamento tra il mondo interiore dei ragazzi e parti del mondo esterno rappresentate dai temi educativi del laboratorio. Un collegamento del genere può tuttavia sviluppare una maggiore consapevolezza e partecipazione, creando un contatto con il proprio mondo emotivo e le proprie esperienze e aumentando l’efficacia dell’intervento educativo.

L’Arteterapia è senza alcun dubbio un ottimo strumento di coinvolgimento dei ragazzi in un qualsiasi laboratorio socio-educativo, poiché attraverso l’atto creativo si stabilisce un contatto tra parti del proprio mondo interiore e i temi trattati. L’Arteterapia rappresenta dunque un valore aggiunto in termini di partecipazione, comprensione e consapevolezza del ragazzo rispetto ad un tema educativo.

Oltre a veri e propri laboratori di arteterapia con finalità educative, in un percorso laboratoriale è possibile inserire attività di arteterapia a rinforzo di alcuni temi e concetti importanti da trattare. Faccio qui due esempi:

  • I nostri diritti – laboratorio di cittadinanza attiva
  • Insieme possiamo – laboratorio di partecipazione democratica

I nostri diritti è stato un laboratorio di cittadinanza attiva sui diritti dell’infanzia con le terze medie dell’I.C. Fidenae di Roma:

  • 12 incontri a conduzione alternata insegnanti/educatore,
  • ricerca ed elaborazione di informazioni,
  • giochi di ruolo e di gruppo,
  • attività sul territorio,
  • 2 incontri di arteterapia di rinforzo.

L’obiettivo del primo incontro di arteterapia è stato rinforzare nei ragazzi un contatto tra il proprio mondo e i diritti fondamentali attraverso le emozioni [Informazioni sui diritti erano state fornite negli incontri precedenti (cos’è un diritto, come nasce un diritto, quali sono i diritti fondamentali, …].

Risultati principali:

  • aver stabilito un contatto attraverso le emozioni tra i diritti fondamentali e il proprio mondo,
  • per alcuni ragazzi aver avuto la possibilità di rivendicare in forma simbolica un proprio diritto indebolito,
  • aver potuto esprimere una rivendicazione,
  • conferme e sorprese nell’osservazione del gruppo da parte dell’insegnante per quel che ha riguardato le azioni poste in essere dai partecipanti.

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Insieme possiamo è stato un laboratorio di partecipazione democratica con una classe di IV elementare della scuola Herman Nohl di Berlino:

  • 8 incontri,
  • giochi di ruolo e di gruppo,
  • 2 incontri di arteterapia di rinforzo: la relazione con gli altri, fiducia/responsabilità nella relazione con gli altri.

L’obiettivo del primo incontro di arteterapia è stato rompere gli schemi consolidati nel gruppo e favorire nuovi contatti.

Risultati principali:

  • collaborazione senza contrasti,
  • rottura (momentanea) di alcuni schemi sociali interni al gruppo,
  • formazione spontanea di “gruppi fluttuanti” *,
  • osservazione dinamiche “fluttuanti”(insegnanti).

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* Con “gruppi fluttuanti” si intendono qui quei gruppi che si formano spontaneamente sulla base di comuni interessi pratici, che vanno al di là degli schemi e delle formazioni sociali presenti nel gruppo (ad esempio il piacere comune di usare un certo tipo di materiale o colore).

Marco Fiamin – Educatore e Arteterapeuta